Elezioni Comunali - Domenica 27, Lunedi 28 Maggio 2007
 
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Il programma politico della lista

La città ci guarda e noi guardiamo la città

Per il riconoscimento dei Diritti Umani;
Per
una politica della cittadinanza contro ogni forma di discriminazione;
Per la laicità delle istituzioni e del servizio pubblico;
Per una viabilità basata sui trasporti pubblici, ecologici e funzionanti giorno e notte;
Per
un servizio sanitario pubblico accessibile a chiunque ne abbia bisogno, senza corsie preferenziali;
Per garantire la pari cittadinanza alle persone gay, lesbiche, transessuali in ogni ambito della vita sociale;
Per
una cultura vivace, aperta, di strada, di teatro e di mondo;
Per servizi sociali comunali non privatizzati;
Per
una politica della casa che riconosca l’abitazione come un diritto inalienabile;
Per
una politica antifascista e antirazzista;
Per
politiche del lavoro che contrastino il precariato e le attività sommerse;
Per
cantieri e posti di lavoro sicuri;
Per la creazione di spazi-mercato in centro e nei quartieri, dove chiunque possa vendere e barattare;
Per il riconoscimento del valore e della legittimità degli spazi sociali e autogestiti;
Per l’eliminazione delle spese sul controllo sociale;
Per l’inserimento della lingua dei segni nelle istituzioni e nei servizi, in modo tale che le persone
sorde possano accedere alla vita politica e culturale della città;
Per
il rispetto della dignità e della cultura dei Rom e dei Sinti;
Per il rispetto dei diritti delle persone migranti;
Per il riconoscimento di tutte le forme di convivenza e di relazioni affettive;
Per
un’istruzione scolastica che prepari alla cultura della pace e della non discriminazione;
Per
consultori e ospedali liberi da ingerenze religiose, che offrano informazioni scientifiche
rispettando l’autodeterminazione delle donne;
Per
la completa abolizione delle operazione di controllo poliziesco esercitate dai vigili urbani;
Per
una città senza barriere culturali, sociali, politiche e architettoniche;
Per
una città con più parchi e meno parcheggi;
Per il nostro impegno contro tutte le guerre.


ANTIFASCISMO E ANTIRAZZISMO
L’antifascismo e l’antirazzismo sono nel nostro codice genetico, connaturati alla nostra stessa esistenza. La nostra diversità, siamo gay, lesbiche, transessuali, zingari, comunisti, è la stessa che sessant’anni fa portò i nostri simili dritti nei lager. La
memoria per noi non è mai stata unica né immobile. Per anni abbiamo celebrato, e ancora lo facciamo, il 25 aprile delle vittime dimenticate: disabili, testimoni di Geova, malati psichici, gay lesbiche e transessuali, asociali, politici, rom, apolidi.
Resistenza per noi non è un termine storico ma vivo e attuale. Abbiamo lavorato, e continueremo a farlo, per denunciare e per contrastare, anche con i nostri corpi, ideologie e comportamenti xenofobi, integralisti e di destra.
Perché noi dei fascismi e dei razzismi vari, anche di quelli con la pearà, che passano per meno pericolosi, abbiamo paura. Non ci fidiamo né dell’acqua sbiancata a Fiuggi né tanto meno della sacra acqua padana. Nessuna acqua può e mai potrà lavare il
mare di sangue e di sofferenze con cui i fascismi e i razzismi hanno inondato l’umanità. Sarà nostro compito promuovere una sempre vigile cultura della memoria storica e garantirne il rispetto in ogni scelta fatta dall’Amministrazione.

LAICITA’
L’ Amministrazione essendo per Costituzione Laica non accetterà ingerenze di sorta da parte delle chiesa nelle scelte politiche.
Inoltre non stanzierà danaro pubblico per le istituzioni religiose già fin troppo privilegiate dall’esenzione ICI e dall’8per mille.

SOCIALE
In una città a sviluppo avanzato, come la nostra, la dimensione del “sociale” ha un peso di “prima importanza”.
Nuove problematiche, nuovi bisogni, nuove domande, nuove sfide non vedono provvedimenti e risposte soddisfacenti fornite dalle istituzioni, tanto sul piano nazionale che su quello locale.
Anzi il denominatore comune è quello della cosidetta “razionalizzazione” dello stato sociale con taglio delle spese spese anche a livello amministrativo. Permangono gli investimenti negli ambiti “tradizionali” più cari ad una certa visione “condivisa” dell’opinione pubblica. Interventi sociali affrettati delle politiche di emergenza, tralasciando strategie a lungo
periodo senza analizzare e confrontarsi all’interno del Territorio senza risolvere tutte le problematiche legate al sociale e mantenendo uno stato di disagio che l’unica cosa che può portare è all’aumento dello stesso senza nessun miglioramento.
Un errore caratterizzante e per sfortuna non unico è il continuo formarsi di politiche clientelari sia di centro-destra che centro-sinistra legata alla gestione dei servizi sociali ed appaltate a realtà legate a doppio filo politico e culturale, alle amministrazioni
vigenti. Realtà con strutture complesse e avanzate, che spesso assumono la fisionomia di vere e proprie fabbriche di “operatori sociali”, e che spesso esercitano un monopolio economico in tutti gli spazi di intervento a scapito di piccole associazioni e realtà
nate e attive nel territorio, trasparenti sul piano delle relazioni professionali (interne) e delle proposizioni progettuali (esterne).
Monopoli che troppo spesso prendono forma in vere e proprie deleghe delle responsabilità e degli obbiettivi andando a creare così vuoti e errori inreparabili che si aggravano sulle spalle di singoli utenti incapaci poi di poter recuperare (la gestione
e la storia dei campi Rom ne sono esempio eclatante e non unico). L’Amministrazione comunale deve offrire servizi adeguati ai molteplici bisogni delle persone, garantendone l’efficienza, in un’ottica pubblica. L’eventuale delega ai privati di una parte dei servizi non può comportare né lo scadimento dei servizi stessi, né lo sfruttamento delle persone addette. Nel bilancio comunale sarà prevista una quota per l’assunzione di un congruo numero di figure professionali addette al sociale.
Verranno fatti interventi volti a garantire l’accesso alla vita politica e sociale di chi per impedimenti vari ne è solitamente escluso. Ad esempio inizieremo con il garantire alle persone sorde servizi di sottotitolatura durante le riunioni di consiglio comunale, e di interpretariato nei vari ambiti amministrativi , nei servizi sociali, all’università. Verranno inoltre dotati i semafori di segnalatori luminosi in grado di avvisare le persone sorde dell’arrivo di ambulanze, mezzi di soccorso e polizia.

PRECARIETA’
Un amministrazione ha il dovere, gli strumenti e le risorse per combattere in maniera determinata la precarietà: concretamente, simbolicamente e culturalmente dato dall’aumento di contratti atipici all’interno dell’ amministrazione pubblica che sono una realtà di fatto, a partire anzitutto dai servizi, dalle strutture, dagli enti e dagli uffici che
gestisce direttamente. Metodo da adottare è: attivarsi subito per eliminare l’utilizzo del lavoro interinale, per
limitare al massimo il ricorso ai contratti a progetto (comprensibili solo nel caso in cui di progetto reale si tratta), agevolare contratti a tempo determinato o quantomeno garantire a chi ne fosse sprovvisto l’ assunzione periodica/stagionale.
Monitorare i numerosi e diffusi servizi che il comune gestisce indirettamente, in appalto o in convenzione assumendosi la responsabilità di pretendere certificazioni non solo sui contratti utilizzati per le assunzioni dei singoli lavoratori, ma anche delle
qualità sindacali legate alle condizioni lavorative a cui i dipendenti sono sottoposti. Altro punto e la Formazione che entra a pieno titolo nell’ambito della lotta alla precarietà. Formare, infatti, significa arricchire la città di figure professionali nei diversi ambiti del pubblico, di vere e proprie riserve a beneficio della collettività. La formazione a tutti i livelli va garantita e sostenuta, istituendo progressivamente, un reddito di formazione (in linea con le sperimentazioni di molte delle città europee e non solo) dando così aiuto anche a soggetti/lavoratori che, relegati ad un continuo inseguire rinnovi di contratto, possano avere l’opportunità di avere un reddito continuo e sicuro per poter vivere. E’ uno spazio d’intervento in cui le amministrazioni possono e devono fare la differenza.

OPERATORI/ OPERAI SOCIALI
Uno spazio particolare all’interno della questione STATO SOCIALE E SERVIZI SOCIALI vogliamo dedicarla agli operatori sociali.
Soggetti che sono figure conosciute come: operatori sociali, assistenti alla persona, educatori delle scuole, delle comunità e delle più svariate forme e modelli, come le case di riposo, la strade, l’assistenza privata ecc..
Sono spesso confuse come volontari, animatori dallo spirito missionario, quindi svalorizzate professionalmente e per di più colpite da contratti precari e salari bassi e ingiusti. Ultimo anello di quella “filiera” delle politiche sociali, del paese e della città,
che taglia fondi mantenendo un interesse legato solo alle emergenze. Operai sui quali si gioca la qualità delle relazioni sociali di inclusione, integrazione e valorizzazione delle diverse forme di bisogno che la città esprime e alle quali la città
deve dare risposte.

AMBIENTE E TERRITORIO
La gestione del territorio subirà una radicale svolta: cesseranno le politiche di sussistenza del territorio e le speculazioni ambientali, che hanno prodotto solo degrado. La programmazione sia urbanistica che territoriale non obbedirà agli interessi dei
grandi capitali che hanno fin troppo speculato sull’ambiente veronese. Contrasteremo la variante di Verona sud, il traforo delle torricelle, corto o lungo che sia, la politica del capannone, la cementificazione selvaggia, come parti di una stessa
logica, che non risolve i problemi strutturali, ma anzi li amplifica, assecondando gl’interessi del mercato.
Le stesse logiche che vogliono la privatizzazione dei beni comuni, patrimonio di tutti. Un esempio per tutti: il passaggio della gestione dell’acqua alla società semiprivata Acque Veronesi scarl, che non è altro che una mossa propedeutica alla privatizzazione dell’acqua. Noi sosterremo soluzioni semplici ed efficaci, che si reggano sulll’autogestione e sull’autoresponabilizzazione dei cittadini. Ad esempio:
- Sviluppo degli orti comunali e di spazi agricoli comuni
- Salvaguardia delle zone di transizione città-campagna ed incentivi alle aziende agricole che praticano la vendita diretta nel territorio comunale, in modo da abbat tere la filiera della distribuzione; questo comporterà minor prezzo dei prodotti,
sicura tracciabilità dell’origine e minor inquinamento
- Istituzione delle Denominazioni Comunali (De.Co.) per i prodotti della terra tipici del territorio veronese
- Sostegno ai mercati autogestiti dai produttori sul territorio comunale
- Contributi all’autocostruzione e autorecupero degli alloggi, per favorire le fasce sociali più deboli.Le nuove costruzioni devono garantire criteri di autonomia energetica e di sostenibilità ambientale.

MOBILITA’
Metteremo in atto tutte le possibili strategie per abbattere il traffico privato su gomma, a partire dalla scelta più semplice, che è quella di offrire biciclette comunali ad uso collettivo.
I vigili torneranno a svolgere funzioni di sorveglianza del traffico , di facilitatori dei rapporti tra comune e cittadinanza, abbandonando l’attuale ruolo poliziesco di controllo delle persone e del territorio.
Saranno garantite le corse dei mezzi pubblici negli orari notturni e festivi, oltre che un incremento delle corse diurne per permettere la possibilità di spostarsi velocemente per la città, in qualunque orario del giorno e della notte. Verranno garantite corse in orario notturno per quelle zone della provincia dove sono concentrati i luoghi di aggregazione,
anche per dare una risposta in sicurezza a chi vuole vivere la notte. Garantiremo un trasporto capillare per e dalle scuole, così che i genitori non siano costretti ad accompagnare i figli con mezzi privati,
Predisporremo inoltre un abbonamento gratuito per le persone senza reddito, per i minori e i pensionati, e ticket ed abbonamenti ordinari ridotti del 50% rispetto alle attuali tariffe.
Le mancate entrate per le aziende dei trasporti pubblici verranno coperte in parte da una sovratassa locale a tutte le auto private di grossa cilindrata, e dai fondi destinati agli incombenti e futuri parcheggi urbani, che riteniamo dannosi, perché cementificano la città a discapito di zone verdi, e non tengono conto che quelli esistenti , come il sotterraneo di Piazza Isolo, sono da sempre sottoutilizzati. In quest’ottica i parcheggi scambiatori dovranno coprire le zone limitrofe nord-sud –est- ovest della città, e da li partiranno gli autobus gratuiti per il centro. Al contempo tali parchegi diventeranno come dei piccoli interporti per le merci in modo che i mezzi pesanti non entrino nel territorio comunale.
Costruiremo una Tramvia che non sconvolga l’assetto urbano, e che colleghi tra loro, con un tracciato definito in accordo con i comitati e le circoscrizioni di quartiere, tutti i punti nevralgici della città, senza escludere le periferie.

CITTADINANZE
I Diritti di Cittadinanza dovranno essere il faro di riferimento di ogni azione del Comune. Ogni scelta, decisione, intervento dovrà essere fatta nell’ottica del rispetto dei Diritti Umani e della non discriminazione.
Verona dovrà diventare nei fatti città dei Popoli e città della Pace. Saranno intraprese azioni positive di non discriminazione volte ad aprire in ogni ambito della vita sociale la partecipazione attiva di ogni persona.
Verranno cancellate le vergognose mozioni lesive della dignità e dei diritti di gay, lesbiche e transessuali, in vigore dal 1995. Verranno sostituite con scelte in positivo che riconoscano le pari opportunità,così come chiedono le Risoluzioni europee in
materia di Diritti Verrà inoltre modificato lo Statuto del comune di Verona, inserendo un articolo che riconosca la pari cittadinanza alle persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità di genere, garantendone la non discriminazione. Il comune cesserà di gestire l’immigrazione come un problema di sicurezza . e farà politiche volte a garantire il diritto ad una degna abitazione ad un prezzo calmierato ed accessibile, intervenendo sul mercato immobiliare per impedire la speculazione. Tenuto conto che le persone immigrate assolvono già a molti doveri, (lavori usuranti
sottopagati in nero, tributi onerosi a partire dallo stesso rinnovo del permesso di soggiorno,..), l’amministrazione riconoscerà loro per la piena partecipazione alla vita pubblica il diritto di voto dalle prossime amministrative .

RIFIUTI e POLITICA ENERGETICA
Aumento della raccolta differenziata in modo da giungere alla chiusura definitiva dell’inceneritore (non funzionante) di Cà del Bue. Sostegno economico alle cooperative di riciclaggio. Installazione di pannelli solari sui tetti di tutte le strutture di proprietà comunale. Piano di risparmio energetico per gli edifici pubblici e privati e per le infrastrutture stradali.

BENI COMUNI
Partendo dal fatto che l’acqua è un Diritto e non un bisogno, vigileremo su tutti i passaggi che saranno attuati dalla società semiprivata Acque Veronesi scarl. Poiché è certo che la creazione di tale società sia una mossa propedeutica alla privatizzazione
dell’acqua, impediremo aumenti di tariffe e ogni genere di speculazione. Saranno dati incentivi per il recupero agricolo delle acque piovane, e sarà praticata la divisione delle acque bianche (acque di pioggia) dalle acque nere (acque di fogna)
su tutto il territorio comunale e recupero ad uso irriguo della totalità delle acque bianche. Più in generale, la gestione collettiva dei beni diritti comuni (aria, acqua, suolo) sarà continuamente sottoposta a verifiche sostenute dal basso.

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Introduzione di una tassa di affitto comunale sulla telefonia mobile da far pagare ai gestori della telefonia, ed utilizzare gli introiti per un monitoraggio costante delle emissioni elettromagnetiche provocate dalle antenne dei telefonini.

INQUINAMENTO DELL’ARIA E DELL’ACQUA
Saranno chiuse fino a loro regolarizzazione tutte le industrie che emettano sostanze
nocive con tassi superiori a quelli ammessi.


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